Un piccolo flauto magico

Parodia mozartiana da camera riscritta da Luigi Maio  - Le parodie mozartiane di Schikaneder... secondo Maio

Cosa accadrebbe se, alla prima del "Flauto Magico" di Mozart, tutti i cantanti dessero forfait? Ce lo farà sapere il Musicattore® Luigi Maio, protagonista della divertente parodia da camera "Un Piccolo Flauto Magico" ("Eine Kleine Zauberflöte"). Indossati i buffi panni dell’attore Ludwig Gieseke (un contemporaneo di Mozart che, improvvisatosi impresario teatrale senza un soldo in tasca, fu abbandonato dai suoi interpreti), il noto Musicattore® dovrà interpretare, in un virtuosistico interagire coi musicisti in scena, tutti i ruoli - riveduti e ‘scorretti’ - dell’immortale fiaba mozartiana: da una Regina della Notte sofferente d’insonnia, a un Papageno allergico… alle piume! Questo secondo l’irresistibile verve musical teatrale di Luigi Maio al servizio di uno spettacolo che, nell’arco di vent'anni, ha creato una nuova tendenza tra i giovanissimi: con "Un Piccolo Flauto Magico", di cui ha scritto il testo (traducendo il libretto di Schikaneder ispirandosi allo stile e alla metrica italiana di Da Ponte), curato le musiche originali e firmato le riduzioni cameristiche dello "Zauberflöte", Maio rende omaggio alle settecentesche parodie dei capolavori di Mozart: parodie improvvisate dallo stesso Schikaneder per la gioia del grande Amadeus, delle quali, purtroppo, non è rimasta traccia…     

Ma oggi, attraverso la ricostruzione parodistica del Musicattore® Luigi Maio, anche il pubblico trasversale e prevenuto, sempre più distratto dall'odierna omologazione massmediatica, ha potuto scoprire il lato giocoso del mondo mozartiano, entusiasmandosi per il divino Amadeus grazie a uno spettacolo che Rudolph Angermüller ha definito: «l’unico, esilarante e didattico Kammerspiel sul "Flauto Magico"». 

«Che sarebbe successo se (…) ci fosse stato a Vienna in quel fatidico 1791 (…) il “Musicattore” Luigi Maio, a improvvisare alcune spassose gags per il pubblico viennese all’Auf der Wieden? (…) Pensiamo che con questa performance anche quei grandi personaggi di allora si sarebbero divertiti, a contatto con l’esilarante trasformismo del Nostro, abile ad offrire la sua personale rilettura, simpaticamente irridente e deformata, dei suoi ruoli principali (…) nell’ottica di una ricercata deformazione parodistica (…) con un effetto d’insieme accattivante» (Fabio Brisighelli – Corriere Adriatico)

«Maio (sorretto dall’ottimo Trio Hyperion) si avventura nel fantomatico antico Egitto dove i personaggi di Tamino e Pamina, di papageno e Papagena, della Regina della Notte e Sarastro rivivono col Musicattore, che riesce a calarsi nei panni di uno, due o tre personaggi contemporaneamente e a riproporre i funambolici e faticosi virtuosismi vocali (chi non conosce le difficoltà cui è sottoposta l’ugola della Regina della Notte?) dei vari protagonisti in un crescendo che trascina il pubblico in frequenti applausi a scena aperta (…) Il Kammerspiel di Luigi Maio è sicuramente uno dei più ricchi e prestigiosi del nostro panorama teatrale. Se le crisi ci portano prodotti di qualità come questi proposti dal Musicattore, come possiamo poi lamentarci?» (Gaetano Santangelo – amadeusonline)

«Perfetta e spettacolare compenetrazione di musica e teatro» (Alessandra Gregori – Libertà)

«Maio si mostra molto abile a imitare in versione caricaturale le voci dei protagonisti, passando anche dall’uno all’altro all’interno dei duetti (…) Maio privilegia una delle componenti che comunque sono parte della vena poetica di Mozart, quella appunto della parodia e dello scherzo-scherno infantile. Quel tratto molto ben colto dal celebre film di Forman (…) una versione ironica, dicevamo, che Maio ha retto con indubbia maestria» (Bernardino zappa – L’Eco di Bergamo)

«Non suona blasfemo quindi dire che Mozart si sarebbe fatto più di una risata di fronte a questo “suo” Piccolo Flauto Magico» (Michele Coralli – Amadeus)